MOROCCO PARADOX

(ENG)

World is full of paradoxes, Morocco proves it ,
Abstract:
According to the UN , Morocco is responsible for 42 percent of the world’s supply of marijuana and  derivatives. Despite production of hashish and marijuana represent 10 per cent  of the national economy (turnover estimated $ 10 billion),  cannabis remains illegal  in the country ruled by King Mohammed VI. But the peasants of the Rif , in the farms of Issaguen, rather than in the barracks of Chefchaouen, daily create jams and treats , oils and soft hashish extracts – child products of a tradition handed down from ancient generations.
Contradictions :
So in Morocco, Cannabis is a secular tradition , but also a taboo – it is illegal to sell ( punishable by imprisonment ) but the cultivation and personal use is tolerated (unlike the majority of Islamic countries where crime punishable by death ) . However, the Moroccan authorities have embarked on a campaign against marijuana in the country : the result? cultivated areas were reduced to 47,000 hectares in 2010, compared to 137,000 hectares in 2003 (data from United Nations Office on Drugs and Crime ) . Ultimately, a great confusion reigns in the hash African Paradise – but in these days some changes is materializing.
Topics:
The Authenticity and Modernity Party ( PAM ) , organized a conference on 4 December to propose a model of legalization in Californian style – hempshop and prescription narcotics would be a solution to boost the economy of the country. 2015 is the deadline . ” Security policies are not solving any problem : it is an economic and social question , which is why we are trying to find an effective alternative ,” said Mehdi Bensaid , a member of Pam and then he added: “We think cannabis may become an important economic resource for Morocco and for the citizens of the regions concerned . ”
The proposal of the royalist Moroccan party revolves around the awareness of the public budget deficits looming; in other words, the country’s economy hardly be able to survive without the production of marijuana. Legalizing is the most logical solution . But you know, in the third millennium ,  decisions are based on irrationality or on opportunism . PAM , has boldly launched a provocation, in a climate of prohibition and contradictions – performing an action that should give pause to international politics.

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(ITA)

Il mondo è pieno di paradossi, il Marocco lo dimostra,
Premessa:
Secondo le Nazioni Unite, il Marocco è responsabile per il 42 per cento della fornitura mondiale di marijuana e derivati. Nonostante la produzione di hashish e marijuana rappresenti il 10 per cento dell’economia complessiva statale (fatturato stimato 10 miliardi di dollari), nel paese governato da re Mohammed VI, la cannabis rimane illegale. Ma i contadini del Rif, nelle fattorie di Issaguen, piuttosto che nelle baracche di Chefchaouen creano quotidianamente confetture e prelibatezze, oli d’hashish e morbidi estratti – prodotti figli di una tradizione tramandata da antiche generazioni.
Contraddizioni:
Insomma in Marocco la Cannabis  è tradizione secolare, ma anche tabù – illegale la vendita (punibile col carcere) ma la coltivazione e l’uso personale sono tollerati (a differenza della maggioranza dei paesi islamici in cui reato punibile con la morte). Tuttavia le autorità del Marocco hanno intrapreso una campagna contro la marijuana nel paese: il risultato? le superfici coltivate sono state ridotte  a 47.000 ettari nel 2010,  rispetto ai 137.000 ettari nel 2003 (dati Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine). In definitiva, una gran confusione regna nell’Hash Paradise africano – ma proprio in questi giorni un cambiamento sembra concretizzarsi.
Discussioni:
Il Partito autenticità e modernità (PAM),ha organizzato il 4 dicembre scorso una conferenza per proporre un modello di legalizzazione simile a quello adottato in California – hempshop e ricetta medica sarebbero una soluzione al narcotraffico e un modo per rilanciare l’economia del Paese. Due anni è la scadenza fissata.  “Le politiche di sicurezza non stanno risolvendo alcun problema: si tratta di una questione economica e sociale, per questo motivo stiamo cercando di trovare un’alternativa efficace”, ha detto Mehdi Bensaid, membro del Pam; poi ha aggiunto: “Pensiamo che la cannabis possa diventare un’importante risorsa economica per il Marocco e per i cittadini delle regioni interessate”.
La proposta del partito monarchico marocchino ruota attorno alla consapevolezza del deficit di bilancio pubblico incombente; in altre parole l’economia del paese difficilmente riuscirebbe sopravvivere senza la produzione di marijuana. Legalizzare pare la soluzione più logica. Ma si sa, nel terzo millennio, spesso le decisioni della classe dirigente si rifanno all’irrazionalità o all’opportunismo. Il Pam, ha coraggiosamente lanciato una provocazione in un clima di proibizionismo e contraddizioni – compiendo un’azione che dovrebbe far riflettere la classe dirigente del globo intero

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