THE HEMP FARMER – COLTIVARE CANAPA IN ITALIA – part 1

Underground Cannabis ha incontrato Andrea Carletti, giovane pugliese da poco entrato nel commercio della canapa, settore in via di sviluppo: basti pensare che negli ultimi 10 anni il mercato della cannabis sativa è pressoché raddoppiato, da 50mila a 90mila tonnellate di fibra all’anno (di cui 23mila in Europa). Tra burocrazia e disattenzioni da parte dello Stato, il canapicoltore sta realizzando il suo sogno: Hempfarm è il nome della sua società ideata per la valorizzazione del mondo della cannabis sativa.


Raccontaci del tuo mestiere. Di cosa ti occupi precisamente? Da cosa è nata la voglia di intraprendere la tua attività?

Ho studiato Relazioni pubbliche e Pubblicità a Milano con una tesi di laurea sulla Mobilità Alternativa in ambito urbano. Successivamente ho richiesto all’ambasciata australiana il Working Holiday Visa per poter andare in Australia a lavorare. Ho trascorso quasi 2 anni in un paese pieno di opportunità e meraviglie naturalistiche, svolgendo diversi lavori in ambito della ristorazione. E’ stata un’esperienza che consiglio vivamente a tutti i ragazzi che non hanno  lavoro  in Italia. Nonostante tutto, ho mai abbandonato l’idea di sviluppare i miei progetti. Nella vita mi occupo di consulenza, nel campo delle energie rinnovabili e delle bonifiche ambientali. Grazie a queste esperienze lavorative, ai miei studi e alle conoscenze, ho deciso di puntare sulla coltivazione della canapa. Sono diventato presidente del consiglio di amministrazione della società agricola Le Terre del Sole, proprietaria dei terreni;  ho ordinato le semenze di canapa certificata ed ho seminato a metà aprile di quest’anno, riportando nelle campagne del brindisino questa pianta meravigliosa. Il nome che ho dato al progetto è HempFarm – Fattoria della Canapa.


Che differenza intercorre tra la cannabis “da fumare” e la canapa tessile (o industriale o alimentare) ? La canapa tessile si può fumare? o meglio cbd e thc sono presenti nella canapa da te trattata?

La pianta di canapa, parlando in termini botanici, viene chiamata Cannabis Sativa Linnaeus, nome dato dal botanico svedese Carl Linnaeus nel 1753; è caratterizzata da un basso livello di THC, un alta produzione di biomassa ed è da secoli utilizzata per la produzione di fibra e semenza. Nel 1785 il naturalista francese Jean-Baptiste Lamarck invece diede il nome a un’altra varietà di canapa, scoperta nel medesimo periodo: la Cannabis Indica Lamarck, diversa rispetto alla sativa per quanto riguarda la produzione di resina dei suoi fiori e, di conseguenza, del THC.  è permesso coltivare cannabis sativa in Italia,  grazie al suo contenuto minimo di THC (< 0,2%). E’ una pianta pressoché identica a quella utilizzata per scopi ludici ma non è possibile fumarla (nonostante me l’abbiano chiesto in molti tra coloro che hanno fatto visita alla piantagione):  non contiene né THC né CBD, elementi utili ai malati di sclerosi multipla. In definitiva, la canapa che ho seminato è utile solo per la produzione di fibra, canapulo e di semenza.

Come sei visto dallo Stato italiano? Il proibizionismo ostruisce il tuo mestiere?

Lo Stato italiano ci vede come dei semplici coltivatori, niente di più: non siamo sorvegliati speciali. L’unica cosa che distingue un canapicoltore da un coltivatore di grano è la procedura burocratica  da seguire per poter coltivare. Un canapicoltore deve dichiarare alle forze dell’ordine la sua piantagione, la dislocazione dei terreni e la varietà di seme che è stata utilizzata. Successivamente un responsabile dell’ente  preleva un campione dei fiori di canapa, da sottoporre ad analisi per controllare il valore di THC. E’ una prassi molto snella che non crea nessun problema a chi coltiva la canapa. Il problema è che mancano investimenti mirati da parte dello Stato, per rilanciare un comparto agricolo la cui produzione italiana fino agli anni’ 50 era seconda al mondo. In Italia più di 80.000 ettari erano destinati alla coltivazione della canapa in Emilia Romagna erano coltivati più di 40.000 ettari. Ecco il danno più grande che ha portato il proibizionismo: è stato cancellato un intero indotto agricolo economico, che garantiva il lavoro a migliaia di persone. Oggi in Italia poco più di 250 ettari sono destinati alla canapa.

continua..
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[eng]

Underground Cannabis met Andrea Carletti , from Brindisi, Italy. Last year he has decided to grow hemp, ’cause this commerce is increasing in all over the world: in the last 10 years  cannabis sativa market is almost doubled: from 50 thousand to 90 thousand tonnes of fiber per year – 23 thousand in Europe. So, among complicated bureaucracy and State’s carlessness, this guy -the hemp farmer –  is realizing his dream: Hempfarm is the name of his company, designed for the enhancement of the cannabis sativa’s world.

Tell us about your job. What do you do exactly? What prompted you to do your job?

I studied Public Relations and Publicity in Milan; I made my  thesis on alternative mobility in urban areas. Then I asked the Australian embassy a Working Holiday Visa. I spent almost 2 years in a country full of natural wonders and opportunities.  I highly recommend this experience to all the guys who don’t have a job here in Italy. However, I have never abandoned the idea of ​​developing my own projects. I work for a company which deals with renewable energies and environmental remediation . Thanks to these work experiences, thanks to my studies and knowledge, I decided to focus my attention on cannabis cultivation here in Brindisi . I became chairman of the board of directors of the Agricultural Society called Terre del Sole. I ordered the seeds of hemp and I’ve sown them in mid-April of the current year, bringing this wonderful plant in my city. The name I gave to the project is HempFarm.

What is the difference between cannabis ” to smoke ” and hemp industry? Can we smoke hemp? Are in the hemp CBD and THC?

Hemp  (I’m speaking in botanical terms) is called Cannabis sativa Linnaeus; (name given by the Swedish botanist Carl Linnaeus in 1753) . This variety has a low level of THC, it produces high doses of biomass, of fiber and seed. In 1785, the French naturalist Jean- Baptiste Lamarck gave the name to another cannabis varieties: Cannabis Indica Lamarck is dfifferent than sativa ’cause resin production  (and consequently of the THC), is much higher than sativa . In Italy  only sativa is allowed, because of its low thc content ( <0.2 %) .You can not smoke it, also if a lot of visitors have asked me when they saw the plantation: it doesn’t contain THC or CBD , the ingredient useful for people which suffer from diseases such as sclerosis . Hemp I sowed is only useful for fiber’s production, shives and the seed .

How Italy considers you? The prohibition obstructs your job ?
The Italian government considers me as simple farmers, nothing more. A HEMP FARMER is set apart from illegal grower by a bureaucratic procedure: every farmer must follow it in order to cultivate. Hemp farmers must declare to police their plantations, the land location and seeds varieties. It ‘s a very lean practice that does not create any problem to those who cultivate cannabis. But there is a serious problem: the lack of investments by the State; no one works to revive the farming sector: until the late ’50 Italian hemp production was second in the world. In Italy more than 80,000 acres were devoted to growing hemp. In Emilia Romagna there were more than 40,000 hectares. Here is the greatest harm that Prohibition is bringing: it deleted all the agricultural economy, and the work of thousands people . Now there are little more than 250 hectares in Italy.

to be continued.

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2 thoughts on “THE HEMP FARMER – COLTIVARE CANAPA IN ITALIA – part 1

  1. After the seeds are within the paper towel, I wet the paper towel with water that’s been set with ph amount of 6.0 – and I be sure the paper towel is
    soaked all the way through, although not actually soaking wet
    – and I put off any extra water that’s in the box. When I put labels
    onto the I ensure that I compose the pressure, date and
    seed ID on the label – that I could track once the seedling goes from stage to period throughout its
    overall pattern that is developing. I fit the cover over-top
    of the box to decelerate the rate, once I’ve the towel damp.
    The seeds are positioned in room lighting that is typical – there is no manure
    inside the water, merely pH water that is corrected, in mild light at
    room-temperature!

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