CHINA and Medical Cannabis

[ita] Il colosso Cina si dimostra interessato al business della cannabis terapeutica. E l’effetto onda, scatenato dal trio Uruguay-Washington-Colorado, dilaga. In questi giorni sono stati approvati dal Wipo (World Intellectual Property Organisation, ramo delle Nazioni Unite) ben 600 brevetti (medici e industriali) riguardanti la marijuana: inventori e aziende originari del Paese asiatico comunista  hanno depositato nel database  le patenti più disparate, al fine di essere abilitati a produrre e commerciare marijuana medica:  tisane, cerotti da posizionare sulla pelle, o invenzioni in grado di estrarre principi attivi dai vegetali, compreso il thc – sono solo alcuni dei progetti partoriti dalla comunità cinese. L’utilizzo della cannabis è documentato dal XVI secolo (Ben TS’ ao Kang Mu scritto da Li Shih-Chen), ma è illegale fumare erba in Cina, nonostante la regione dello Xinjiang sia celebre per la produzione di cannabis – ecco cosa si legge in un post di un viaggiatore su marijuana.com: “Era un ristorante dello Xinjang (a Pechino, ndr). Gli abitanti dello Xinjang sono mussulmani e provengono dall’ovest della Cina. Il boss del posto entrò in una stanza e poi ricomparve con un contenitore pieno d’hashish. Ma era diverso da qualsiasi fumo avessi visto prima. Credo lo chiamassero polline. Era di colore marrone- rossastro – un odore incredibile e aveva la consistenza del formaggio. Abbiamo comprato per 150 dollari circa 25 grammi di roba”  Lo scorso Aprile, il South China Morning Post ha scritto che la ganja è una sostanza molto diffusa tra la popolazione giovane, nonostante le dure sentenze in vigore; basti pensare che nel 2009 il cantante Kelvin Kwan Chor-yiu, fu sorpreso con uno spinello da 0,2 grammi di marijuana e subito arrestato. Seguì una conferenza di scuse ufficiale di fronte a più di 100 giornalisti. La Cina è lungi dalla legalizzazione, ma l’oro verde – pur essendo ancora tabù – si dimostra capace di smuovere l’economia .

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[eng]

 The ripple effect , triggered by the trio Uruguay- Washington – Colorado, is rampant. China is considering to jump in the medical cannabis business.

Last week 600 patents ( medical and industrial ) regarding marijuana were approved by the WIPO ( World Intellectual Property Organisation , branch of the United Nations ) : inventors and companies from the Asian  communist  country deposited in the official  databases their licenses , in order to produce and market medical marijuana products, such as herbal teas , films for skin, or “active ingredients extractor”. The use of cannabis has been recommended since the sixteenth century (Ben TS ‘ ao Kang Mu written by Li Shih- Chen ) in Asia . But it is illegal to smoke weed in China, despite the Xinjiang region is famous for cannabis productions – here’s what a traveller said in a post on marijuana.com :

Cattura di schermata (72) Last April , the South China Morning Post reported that ganja is a substance very common among young people , despite the hard judgments in force: in 2009 the singer Kelvin Kwan Chor- yiu , was caught with a joint from 0.2 grams of marijuana and immediately arrested  . Then there was an official  conference, for the apologizes,  in front of more than 100 journalists . So china is far from legalization – but the green gold – that it is still a taboo – is demonstrating its ability to move the economy. Source: marijuana.com, SCMP, indipendent.co.uk

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