Mexico City, Marihuana Libre

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Marihuana libre. Mexico City s’era espressa un anno fa con le parole di Esthela Damián Peralta, consigliera comunale del Partito della rivoluzione democratica (PRD, sinistra) e oggi ribadisce: la capitale punta a diventare il punto mediano tra est America e Uruguay, a trasformarsi in pedina fondamentale per dare seguito alla rivoluzione della cannabis. Un disegno di legge, seppur rudimentale, è stato proposto dalla frangia di sinistra del governo; ora anche nello stato della siesta e dei tacos si parla di legalizzazione. Anche il sindaco della megalopoli, Miguel Angel Mancera, appoggia l’iniziativa. Nel documento è espressa la volontà di aumentare il possesso per uso personale (da 5 a 30 grammi) ed è promossa la creazione di dispensari specializzati, sul modello americano – combattere il narcotraffico, significa risparmiare molte vite e anche Jorge Castaneda, ex ministro degli esteri messicano, che ha dichiarato: “La proposta pone il Messico in una posizione primaria nell’America Latina” ha dichiarato, aggiungendo: “Piuttosto che continuare a combattere una guerra che non ha senso , stiamo unendoci a un processo avanguardista” . Forse dietro questa (per ora timida) manovra ci potrebbe essere lo zampino di Vicente Fox, ex sindaco della capitale e paladino pro cannabis – che punterebbe insieme a James Shively a esportare la produzione di cannabis in Messico (leggi qui), ove i costi di produzione permetterebbero guadagni esponenziali. Forse i produttori messicani (i più numerosi al mondo insieme a Afghanistan, Colombia, Nigeria e Paesi Bassi) bestemmieranno: il monopolio statale indicherebbe la perdita di molta liquidità – ecco perché sarà una lunga guerra, quella della legalizzazione messicana.

[eng]
Mexico City wants to become the central point, between Uruguay and East Coast: the city seeks to have a fundamental role into cannabis revolution. A bill is filed by the leftist party, and it sounds like Esthela Damián Peralta’s words of one years ago. Megalopolis’ mayor, Miguel Angel Mancera agrees. But the federal government doesn’t wanna listen: conservative and puritane, (and maybe pro narcos). In the bill we can find the proposal to “built” some dispensaries on the Californian model, and to increase minimum level of marijuana posses (from 5 grams to 30 grams). The former foreign Minister of Mexico, Jorge Castaneda, sais “The initiative puts Mexico City in a leading position in Latin America,” Rather than continue fighting a war that makes no sense, now we are joining a cutting-edge process”. Perhaps behind this maneuver there might be the hand of Vicente Fox, the former mayor of the capital and champion pro cannabis – who would target with James Shively to export cannabis production from California to Mexico (read here), where the production costs would allow exponential gains . Perhaps the Mexican producers (the most numerous in the world with Afghanistan, Colombia, Nigeria and the Netherlands) are blaspheming: the state monopoly would indicate the loss of a lot of cash for them- that’s why Mexican legalization of marihuana, it will be a long war.

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