NIMBIN, AUSTRALIA: CANNABIS’ (SUBCULTURE) CITY

Nimbin è controcultura. È situata nell’estremo nord dell’Australia e i suoi cittadini possono coltivare e consumare marijuana. Perciò il piccolo paese che conta meno di settecento abitanti, in quanto a leggi, si differenzia da qualsiasi altra realtà dello Stato anglofono. Ad animare la città ci pensò una miriade di hippies, fattoni, artisti e perditempo: dagli anni novanta in poi, quando il Mardigrass festival del ‘93 si presentò come una piccola Woodstock, il popolo emarginato dalla società perbene si spostò da tutto il mondo nei boschi settentrionali australiani. Oggi una piccola Amsterdam vive per i turisti. Ma dopo avere intervistato 3 viaggiatori ganja smokers, sappiamo che la cittadina regina della subcultura, possiede mille facce.

Thomas, Buenos Aires, Argentina: “Ho visitato Nimbin quattro anni fa, con la mia ragazza. Ho ventisette anni, quindi allora ero un ragazzino, ero nel pieno dell’età d’oro. Andai in Australia in alta stagione – Appena arrivato in aeroporto, ho seguito il consiglio di un Imageamico, ho affittato un’auto e ho raggiunto subito quello che mi avevano presentato come il posto dello sballo. Impiegammo molte ore per raggiungere la città, ma ne valse la pena. Quando arrivai nella strada principale c’era un sacco di gente; entrai in un tipico negozio di souvenirs e dopo qualche minuto, un ragazzo dall’aria calma, seduto a lato del bancone, capelli lunghi, pantaloni larghi di tela e sandali, mi chiese se avessi voluto della ganja. Dissi di sì e mi trattò abbastanza bene: due grammi di outdoor  per 10 dollari (simile alla weed che si può trovare in Africa, venduta non a cime, ma a rami e in base al volume)– l’erba non era di ottima qualità – ma fumare in giro in mezzo alle persone in festa, sentirsi più liberi, è qualcosa per cui vale la pena prendere un aereo e andare a Nimbin”

Francesca, Genova, Italia: “La mia esperienza è stata traumatica. Ho viaggiato per l’Australia sei mesi consecutivi,  in lungo e in largo e Nimbin è stato il posto che mi ha deluso più di ogni altra cosa. Sono fumatrice e musicista, per cui, teoricamente, sarebbe il mio paradiso. Ma non è affatto come tutti la descrivono: è una pallida imitazione di Amsterdam e consiste in una via costeggiata da negozi: un far West dei gadget e dei negozi per turisti. Il desiderio di lucro è simile a quello dei venditori di statuine sante, in Italia. Poi, il secondo giorno che sono a Nimbin piove. Esco in strada, un maori si avvicina a me e mi chiede di comprargli dell’ottima erba. Annuisco lui mi fa cenno di seguirlo in un vicolo e mi da la roba, come a nascondersi. Ma allora cosa cambia dal resto del mondo se devo comprare erba (che non definirei ottima) nascondendomi? Mi sono annoiata e ho rimpianto di non essere stata a Sydney o chissà dove.

Sung, Daegu, Corea del Sud: “Ho intrapreso un viaggio per il mondo due anni fa. La mia terza meta è stata l’Australia, dopo Europa e Stati Uniti. Sono rimasto un mese per poi spostarmi nuovamente in Asia. Nimbin non mi ha stupito più di tanto, coincideva coi racconti che avevo ascoltato in Francia. Un luogo libero, ma comunque tenuto sotto controllo. La marijuana era di qualità media, le persone simpatiche e un clima sereno. Un piccolo paese, caratteristico. Da visitare, ma non è la parte più bella dell’Australia.

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[eng]

Nimbin means counterculture. It is a little town (less than seven hundred inhabitants)  located in the far north of Australia and its citizens can grow and consume marijuana. Therefore in terms of laws, the small city differs from any other Australian city. A myriad of hippies , stoner, artists and wasters animated the city after ‘90, when the Mardigrass festival was organized like a little Woodstock. So, the people marginalized by respectable society, they moved from all over the world to go in Australia’s northern forests . Today a small Amsterdam lives for tourists. But after having interviewed three travellers ganja smokers (who , saw Nimbin) we know that the queen of the subculture’s cities, it has a thousand faces.

Thomas , Buenos Aires, Argentina : “I visited Nimbin four years ago with my girlfriend . I am twenty-seven, so I was a kid, I was in the middle of the golden age . I went to Australia in the high season – Upon arriving at the airport , I followed the advice of a friend:  I rented a car and I reached Nimbin. It took several hours to reach the city , but it was worth it . When I arrived at the main road there was a lot of people , I entered into a typical souvenir shop and a few minutes later  a boy, sitting on the side of the counter , long hair, baggy pants and canvas sandals , he asked me if I wanted some weed . I said yes and he treated me quite well : two grams of outdoor weed for $ 10 (it was like the weed that you can find in Africa) – but when you smoke in the midst of a party crowd, you feel freer, that’s why you have  to take a plane and go to Nimbin ”

Francesca , Genoa, Italy : “My experience was traumatic . I traveled to Australia for six consecutive months and Nimbin was the place that disappointed me more than anything else . I am smoker and musician, so , theoretically , it would be my paradise. But it is not at all as they describe it : we are talking about a pale imitation of Amsterdam: it consists of a street lined with shops : a Far West made by gadgets and by shops for tourists. The desire for profit is like the one of  holy statues’ sellers, in Italy. Then, on the second day it rains. I go out in the street, ad a Maori guy approaches me and he asks me to buy some excellent weed. I nod, he beckons me to follow him into an alley and he gives me the stuff, like hiding. But then what is the  change from the rest of the world? I have to buy marijuana and I’ve to hide me? In Nimbin  I was bored and I regretted not being in Sydney or somewhere.

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Sung , Daegu , South Korea : “I embarked on a journey to the world, two years ago. My third goal was Australia , after Europe and the United States. I visited kangaroos’ land for one month and then I moved again in Asia. Nimbin did not surprise me, it coincided with the stories I had heard in France. A free site , but it is kept under control. The marijuana was of average quality , people were nice and  there was good atmosphere . A small country , really characteristic. You have to visit it, but it is not the most beautiful part of Australia.

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