ITALIA, CANNABIS SOCIAL CLUB – INTERVIEW: LAPIANTIAMO, LECCE

A Racale, in provincia di Lecce, il primo cannabis social club d’Italia garantisce ai malati cure a base di cannabis. Per comprendere la genesi di questo progetto pionieristico, abbiamo intervistato Lucia Spiri, presidentessa e creatrice di Lapiantiamo,  associazione -cannabis club no profit, che si batte per mutare la situazione della marijuana medica italiana.

In cosa consiste il vostro progetto?

Il progetto LapianTiamo è nato come Cannabis Social Club, dall’idea di 2 malati affetti da Sclerosi Multipla, entrambi pugliesi e in cura con il Bedrocan (infiorescenze di canapa importate dall’Olanda).  Immaginavamo un luogo sicuro dove poter crescere in assoluta pace piante di cannabis terapeutica dedicate alle persone che chiedevano loro un aiuto per alleviare le proprie sofferenze. In poco tempo queste due  persone sono diventate un esercito (citazione del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola) e non si poteva più pensare esclusivamente a poche piante coltivate su un terreno acquistato grazie ai contributi dei soci e le donazioni arrivate, senza avere garanzie su quello che sarebbe accaduto e sulla qualità del prodotto scevro da contaminazioni, parassiti, etc. .  Lo stesso Direttivo LapianTiamo è cresciuto in meno di un anno con l’entrata di William, Lallo e Roberto per garantire la continuità di quanto iniziato, i soci sono più di 400 tra sostenitori, ordinari e usufruitori (questi ultimi sono con patologie – a volte terribili – e chiedono di accedere alla Cannabis Terapeutica).  La coltivazione partirà in collaborazione con la Regione Puglia, la ASL di Lecce e l’Università del Salento e il “progetto pilota” coinvolge medici, pazienti e familiari verso un percorso di cura e riabilitazione.

Come fare ad aprire un cannabis club in Italia?
Noi non abbiamo aperto un Cannabis Social Club, abbiamo aperto le porte al tema Cannabis Terapeutica concentrandoci solo sulla necessità dei malati, perché noi stessi siamo malati e ci curiamo GRATUITAMENTE con la Cannabis che l’ospedale mensilmente ci fornisce. Ecco da cosa è nato LapianTiamo, da una domanda: “Perché noi sì … e gli altri no?”309699_523992014307856_1534813693_n

Avete trovato (o trovate tutt’ora) resistenze da parte dello Stato?
Quando ci chiedete se abbiamo ricevuto resistenze da parte dello Stato, ci chiediamo … da parte di chi?  Se intendete della politica nazionale, beh, effettivamente sì. Perché dormiente. Lo dimostra la nostra proposta di legge che giace ancora in Parlamento. Al contrario molte figure istituzionali della politica locale ci appoggiano e sostengono la nostra battaglia. Se intendete invece resistenze da parte delle forze dell’ordine, ci esortano a perseverare … perché giusto.

L’Italia è un Paese proibizionista? Quali sono le prospettive future per ciò che riguarda la legalizzazione della cannabis medica?
Dopo aver dato voce a quell’esercito di cui prima parlavamo, abbiamo visto affondare quella nave proibizionista da noi più e più volte bombardata (la Fini – Giovanardi). Il primo sassolino dalla scarpa l’abbiamo tolto e oggi resta da scardinare ancora il macigno del proibizionismo, sì, ma quello su cui ci concentriamo noi, e cioè il tema del terapeutico, è altro. Appunto perché è altra cosa siamo convinti che la strada per la Cannabis Terapeutica è ancora in salita e c’è chi si arroga anche il diritto di porre ostacoli inutili, ma sormontabili.

Sostenete la legalizzazione della marijuana per uso ludico? Perché?
Oggi si parla spesso di legalizzazione e ricordiamo ciò che ci disse un amico delle forze dell’ordine americane (L.E.A.P.) il quale affermava che il proibizionismo era nato negli USA e sarebbe morto negli USA. Oggi che è stata resa legale in 24 stati americani, quella frase “docet”. Troviamo altresì assurda la criminalizzazione di una pianta o di chiunque ha a che fare con essa, spesso persone oneste e integerrime.

Bernardini-cannabis-Lapiantiamodownload (13)In Racale, there’s the first italian cannabis social club, which provides cannabis’ healthcare to different kinds of patients. We interviewed Lucia Spiri, president of “Lapiantiamo”, the only association which managed to realize a change into the medical marijuana’s political debate.

Can you tell us something about your project?
“The project LapianTiamo Cannabis Social Club was born thanks to an idea of two Multiple Sclerosis patients, both from Puglia. They were treated with Bedrocan (inflorescences of hemp imported from Holland) . We imagined a safe place where we could have cultivated cannabis plants in a peaceful environment: a place dedicated to people seeking for help. Our goal was, simply, to alleviate their sufferings. In a few months the two “pioneers” have become an army (words pronounced by the President of the Region of Puglia, Nichi Vendola): they could no longer imagine their project as a “few plants growing on a land purchased by donations and by members contributions”, without guarantees about the future and about the quality of the product. The Executive LapianTiamo has grown in less than a year thanks to the arrival of William and Robert Lallo. Members are now more than 400 if we consider supporters and ordinary “customers” (these are people with a variety of diseases). The crop will start in collaboration with the Region of Puglia, the hospital of Lecce and the Salento University. The “pilot project” involves doctors, patients and family members who are currently either under treatment or rehabilitation.
How can one open a cannabis club in Italy?
We have not opened a Cannabis Social Club, we opened the doors to the Cannabis theme, focusing only on the needs of patients. That’s happened for a simple reason: we ourselves are sick and we take care of us – for FREE – with cannabis that hospitals use to furnish only monthly. So, we can say that LapianTiamo is born from a simple question: “Why we can benefit from weed cultivation and other people not?” “Have you found (or are you still finding) opposition from the state?” About this last question: when you ask us if we have encountered resistance from the state, we wonder: by whom? If you intend “national politics”, well, actually, yes. This is demonstrated by our bill, which is still lying in Parliament. On the contrary, many local politicians are supporting us, and they are supporting our fight. Instead, if you refer to police, well, they are encouraging us to persevere in our mission… just because it’s fair.

Could Italy be considered as a country of prohibition ? Which are the future perspectives of the legalization of medical cannabis ?
After we gave voice to the “army” we were talking about earlier, we attended at the wrecking of that “prohibitionist ship” called Fini – Giovanardi. So, we reached our first goal. There is still the boulder of Prohibition to remove. But what we focus on – the theme of the therapy – is something else. Therapy is something different, something “higher”. The path to make the therapeutic cannabis accepted by the society is still long and hard: there are a lot of people who are putting on our road unnecessary obstacles. But those obstacles are, in the end, surmountable.

Do you support the legalization of marijuana for recreational use? Why ?

“Today we often talk about legalization. We’d like to remember what a friend of the U.S. law enforcement (LEAP) told us: he stated that the prohibition was born in the USA and would be dead in the USA. Today that cannabis has been made legal in 24 U.S. states, the declaration of our friend reveals its truth. We also find absurd the criminalization of a plant, or of whoever has to do with it, since they are often honest and upright people.

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