Canapisa 2014 – Niente su di noi senza di noi – reportage parte 1

Sabato 31maggio 2014, piazza sant’Antonio, Pisa.

“Canapisa resiste!”  la voce di una ragazza sul carro in testa al corteo ci intrattiene-  alle cinque  la manifestazione deve ancora cominciare chè l’ora di ritardo è sempre concessa (soprattutto se nell’attesa la weeda abbonda e se il reggae è di sottofondo). Sole, colori, Toscana. E i camioncini paiono alveari di casse, seguiti da lenti sciami di fumo bianco. Un ragazzo coi dread s’avvicina in cerca di un accendino – dall’accento svela di essere pisano, noi ne approfittiamo per fare due chiacchiere. “Fino a qualche anno fa in tutta Italia le manifestazioni antipro comparivano come funghi” dice Dario,  che aggiunge: “A Pisa si lotta con l’amministrazione ogni anno, ma continuiamo a esserci, quest’anno come mai: è la quattordicesima edizione”. Il 2014 infatti è un anno cruciale per l’Italia: dopo la sentenza della Corte, la legge Fini-Giovanardi è stata dichiarata incostituzionale: si aprono nuove possibilità per chi è in carcere (per reati legati alla canapa), ma il parlamento dovrebbe agire a dispetto del volere proibizionista del Dpa (Dipartimento antidroga), organo istituito dalla già citata fini-giovanardi.
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Ora dagli altoparlanti prorompono le urla di un giovane che con estrema semplicità annuncia l’inizio della marcia :”Pisa si parte! Chi vuole la ganja libera?!! Fatevi sentire!” Un grido dalla folla si spande e i motori cominciano a rombare. Alborosie in sottofondo, gli spliff si moltiplicano e per non svenire al caldo aspettiamo la coda del corteo a lato della strada. I carri decorati con foglie e cime in cartone, cannoni o maschere creano un serpentone del quale è difficile scorgere la fine. Dopo una dozzina di minuti (forse più, chissà) comincia a diradarsi la fiumana di persone, composta in prevalenza da giovani, ma anche da famiglie, bambini e anziani. A chiudere la parata v’è una schiera di spazzini dimostranti, probabili organizzatori. Loro raccolgono i rifiuti, nonostante le accuse mosse dalla destra cittadina.  Tornando in cima al corteo possiamo ascoltare i generi musicali più disparati interrotti dalle voci microfonate degli attivisti dei centri sociali e delle associazioni antipro. Si respira un clima disteso: canna libera anche perché le forze dell’ordine, ovvero la polizia municipale, rimangono a chiudere le vie traverse, non preoccupandosi di disturbare i manifestanti.

Leggi la seconda parte, clicca qui 

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