Canapisa 2014 – Rompere il tabù- parte seconda

Continua la marcia, e noi continuiamo ad affiancare i condomini popolari e ad inebriarci di aromi avvolgenti. Su un camion a metà corteo una ragazza grida allo scandalo, che in Italia l’elettroshock è ancora legale, ma la marijuana rimane proibita, nonostante le proprietà curative dimostrate dalla scienza. Dopo l’applauso fragoroso della folla, vogliamo abbozzare il numero dei partecipanti.

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Chiediamo informazioni a un ragazzo romano sulla trentina. Prima di rispondere alle nostre questioni ci porge uno spliff, descrivendo il gusto dell’erba da lui stesso coltivata: è green caramel ed è a tratti burrosa e mentata. Poi dice: “Ho seguito da vicino la marcia di marzo organizzata a Roma e credo che oggi ci siano più persone. É un buon segno, significa che i giovani sono sensibili al tema. Stiamo rompendo il tabù” ; a confermare le sue parole ci pensa un membro dell’osservatorio antiproibizionista (associazione organizzatrice della marcia):”Siamo circa 10 mila. L’anno scorso abbiamo sfiorato i settemila, significa che stiamo crescendo anno dopo anno”. image

Il corteo è multicolore e tutto procede con estrema fluidità fino alla tappa finale, che è il parco di via Canavari, sotto le mura del carcere limitrofo. La sera scende e l’atmosfera si fa bollente, coi carri in posizione circolare e i manifestanti che ballano nell’erba – a lato bancarelle di oggettistica per fumatori sfoggiano luci suggestive. Qualcuno accende un fumogeno rosso e corre tra i rami degli alberi che quasi toccano terra. Chi non balla rimane incantato. Il gazebo di FreeWeed, associazione italiana pro legalizzazione, attira gruppi di persone, dietro due ragazzi giocolano con bolas infuocate. Passano due ore e la festa continuerà altrove, per noi è tempo di guidare e sarà senz’altro un arduo viaggio.
Il quadro complessivo ritrae un popolo pro cannabis sempre più consapevole e massiccio.Se continuerà a esistere tale determinazione e volontà di combattere anche in altre città contro il proibizionismo, presto anche in Italia la situazione avrà possibilità mutare.

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One thought on “Canapisa 2014 – Rompere il tabù- parte seconda

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